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Articolo di Giulia volontaria in Tanzania

Durante la mia permanenza qui in Tanzania ho avuto modo di svolgere, oltre a tutte le altre attività, anche le visite domiciliari alle mamme del centro nutrizionale Kipepeo, i momenti che mi hanno dato di più sia a livello umano che professionale.

Ho trovato davvero fondamentale poter conoscere il contesto abitativo e familiare per comprendere meglio le specifiche problematicità di ogni bambino e di ogni mamma ma anche per instaurare un rapporto di reciproca fiducia e confidenza. Tutto ciò ha permesso di farmi conoscere e ha fatto si che le mamme si abituassero alla mia presenza in modo molto spontaneo e naturale. Inoltre, sono stati dei meravigliosi momenti condivisi con i professionisti e le operatrici locali. In particolare la maggior parte delle visite le ho fatte accompagnata da Goodluck, l’assistente sociale, che con il suo sorriso costante e la sua sensibilità è sempre riuscito a mettere a proprio agio bambini e mamme durante i controlli. Mi sono sentita fortunata e onorata, in punta di piedi sono entrata nelle loro case con gli occhi di un bambino curioso e a tratti timido.

Per tutti questi motivi e per altri mille che probabilmente sono ancora dentro di me, ho deciso di raccontare alcune delle storie delle mamme e dei bambini presenti al Kipepeo.

Mama Jordan insieme al marito e altri 3 figli vive in una bellissima zona rurale lontana dal centro di Iringa. Per poterci arrivare bisogna prendere un bajaji da Ipogolo (periferia di Iringa) e una moto taxi che ti lascia ai piedi una collina. Subito sotto a delle grandi e bellissime rocce c’è la casa di mama Jordan, circondata da immense distese verdi, campi ed una vista mozzafiato. 

Una delle prime cose che mi sono chiesta quando ho iniziato a fare visita alle mamme è stata proprio come fosse possibile coltivare cosi tanta frutta, verdura ed allevare animali come polli e non riuscire a sostenere la famiglia dal punto di vista alimentare. La risposta a questa a domanda non ha tardato ad arrivare: una delle cause maggiori che porta un bambino ad avere uno stato di malnutrizione non è l’assenza di alimenti ma la diseducazione alimentare. Mama Jordan come anche tante altre mame, che ho avuto la fortuna di conoscere, non vivono una condizione assoluta di insicurezza alimentare in quanto sono in grado di sostentarsi attraverso le proprie coltivazioni. Il motivo è più di carattere socio-culturale.

Le abitudini alimentari errate, “l’ignoranza” per quanto riguarda la nutrizione e l’importanza di determinati alimenti, soprattutto durante il periodo di sviluppo dei bambini, sono le principali cause di malnutrizione nei bambini e successivamente anche negli adulti; in più se a questa aggiungiamo anche uno stato di povertà assoluto della famiglia, la situazione tende ad aggravarsi e a non indirizzarsi verso un esito positivo. Nel caso di Jordan le problematiche del suo stato di stato di salute sono diverse, sia la mamma che bambino sono affetti da HIV. Questa patologia può portare conseguenze di vario genere che, unite ad uno stato di malnutrizione severo, porta il bambino ad uno stato di salute molto precario.  Il bambino purtroppo non è protetto costantemente dai farmaci, in quanto la mamma non ha l’appoggio economico del marito, e si trova spesso a non riuscir ad affrontare il viaggio a piedi e indaladala per arrivare al dispensario di Ipogolo e ritirare le medicine. Per questo motivo per lunghi periodi (anche 2/3 mesi) Jordan non segue la terapia farmacologica e il suo stato di salute peggiora, in particolare torna ad essere inappetente o ad alternare momenti di forti infezioni all’apparato gastro-intestinale. Mama Jordan oltre ad avere altri 3 figli che frequentano regolarmente la scuola primaria, ha perso 4 bambini probabilmente a causa dell’HIV.

Nonostante queste e altre problematicità, come la mancanza di acqua ed elettricità, nonostante debba affrontare un viaggio lungo e faticoso, è sempre presente al centro ed è sempre una delle prime ad arrivare la mattina. Si impegna molto durante le attività del programma nutrizionale e collabora con le altre mamme durante lo svolgimento delle attività.

Giulia Castiello, nutrizionista in Tanzania

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