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MENSA SCOLASTICA UHAFIWA
TANZANIA - Distretto di Iringa
LA SCUOLA
La scuola di Uhafiwa ha un bacino di circa 370 bambini su una popolazione del villaggio di 1470 anime. La scuola si presenta abbastanza bene come stabile a livello esterno inbiancata con fiori nel giardino circostante e posta in collina al centro del villaggio. All'interno della scuola la poverta' si fa toccare con mano i banchi sono pochi per tutti i bimbi e rotti non ci sono vetri alle finestre e l'intonaco vecchio cade a pezzi sui muri.L'ufficio del preside e' di una laconica miseria. I bimbi sono poverissimi con divise lacere portate con estrema dignita'.Molti di loro hanno un aspetto affaticato e debole nonostante il sorriso sempre aperto sui volti.Non hanno cartelle o sacche per i quaderni o le penne ..li portano sotto braccio e sono spesso degli avvoltoli di carte indecifrabili. Molti di loro arrivano a scuola al mattino senza aver ancora preso nulla ne' te ne altro facendo piu' di un chilometro arrampicandosi per la valle. Quasi tutti vivono in capanne di terra fango e paglia.Quasi nessuno di loro ha un vero letto su cui passare la notte.
GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO
Dare un pasto completo ai bimbi della scuola tutti 370 tre volte alla settimana.
Questo con tre risultati:
• miglioramento salute bimbi combattere la fame e la poverta'
• innalzamento del rendimento scolastico e della frequenza
• miglioramento economico del villaggio e possibilita' di vendita dei prodotti agricoli in loco per i bisogni della scuola
PASTO
TRE VOLTE LA SETTIMANA:
• Riso +carne
• Polenta +verdura
• polenta + legumi
RISORSE
Sono coinvolti 3 maestri della scuola per assistere alla distribuzione del pasto.
12 guide locali fidate indicate in collaborazione con la Parrocchia fidei donum Usokami per reperimento e allestimento organizzazione
4 cuoche locali
BUDGET
I costi tenuto conto del reperimento in loco del mais e della farina ma anche dei costi di reperimento difficile e arduo degli altri alimentari si aggirano attorno a 18 euro annui per bambino.
Responsabile progetto: Marina Figus
Beneficiari: 370 bambini
Preventivo spesa 2008: 6.600,00 euro (non è stato ancora raggiunto l’intero importo)
VILLAGGIO MONTANO NEL COMUNE DI IRINGA
Adesso vi guidiamo, chiudete gli occhi, vi prestiamo i nostri per vedere le meraviglie che abbiamo visto noi, aprite il cuore per sentire la gioia e le emozioni che abbiamo provato noi. Con la mente state volando a Uhafiwa, un villaggio africano a 2000 m d'altezza, sperso fra le montagne di Iringa, un villaggio che vede la modernità passare quando passa una macchina, li` non arriva neppure la corrente.
State volando là e mentre procedete vedete montagne tappezzate di colori, il giallo del mais pronto per la raccolta, il verde del grano non ancora maturo, l'oro dei campi di girasoli, il rosso della polvere che si e` fermata sulle piante, e qua e là rari sentieri che tagliano i pendii e in ultimo un fiume, l'acqua della vita, che scorre fra le valli come un serpente senza lasciare sola neppure una montagna. Capanne, tetti di paglia e pochi tetti di mabati (per lo più chiese o case di gente “benestante”), granai di terra, bimbi che scorazzo scalzi correndo dietro al polverone che lascia la macchina passando. File lunghissime di scolari di tutte le età che, finita la scuola, si avviano a casa camminando per km da soli, anzi no, perché si fanno compagnia l'uno con l'altro. Siamo noi che li pensiamo da soli perché non vediamo i loro genitori che vanno a prenderli. E mentre volate vedete tante schiene curve, chine sui campi, sul fiume, sui focolari, a lavorare per aver da mangiare, sono i genitori e i nonni dei bambini che vedete ovunque.
Ma sorvoliamo anche Uhafiwa, al centro del villaggio ci sono due negozietti a 4 metri l'uno dall'altro, poi una quindicina di case li` vicino rappresentano il cuore del villaggio, le restanti capanne sono sparse sulle montagne. Vedete qualche costruzione col tetto di mabati, una e` la casa della catechista che ci ospiterà durante il soggiorno, l'altra e` la casa del capo villaggio e infine le rimanenti sono le case dei maestri.
Stiamo per fermarci, da fuori la casetta dove staremo ci sembra proprio bella, quasi un lusso confrontata alle altre, da dentro ci farà un altro effetto.
La gente sapeva del nostro arrivo e dunque le guide Rainbow, che ci accompagneranno a trovare le famiglie del prestito, si sono radunate dal mattino per accoglierci.
Siamo pronti per immergerci nel sogno che si fa realtà. Arrivati, strette di mano, saluti calorosi e sguardi curiosi, ci si siede tutti insieme nel salotto di casa per un piccolo scambio di nomi. L’interno e` umido, senza finestra e dunque lasciamo aperta la porta per far entrare un po' di luce. Piano piano prendiamo confidenza con le persone, impariamo a distinguerle e a conoscerle. Iniziamo a scoprire le loro abitudini, gli orari da rispettare sono diversi da quelli a cui siamo abituati noi, il tempo qui ha il suo corso lento, non e` scandito da ore ma da momenti.
Il gallo che per noi e` un incubo perché alla mattina presto canta sotto le finestre delle nostre camere, per loro e` l'orologio della sveglia, li avvisa che e` ora di aiutare i bambini a prepararsi per andare a scuola. E` ora di uscire dal letto prima ancora che si svegli il sole, nel buio-penombra del primo mattino, quando la foresta e` ancora avvolta nel mantello dell'umidità che ti si attacca addosso col freddo. E` ora di accendere il fuoco, il focolare intorno al quale ruotano i primi lavori e le prime persone sveglie per scaldarsi. Piano piano la natura attorno prende voce svegliata dal sole, ogni animale entra in scena col suo richiamo, si sentono le corse dei bimbi scalzi sulla strada di terra battuta, si sente il saluto di ogni passante a cui le voci di casa rispondono con un ”benvenuto”. Ma nessuno si ferma, tutti continuano a camminare e a salutare ogni persona che incontrano.
E allora anche noi ci alziamo, ma siamo ospiti e dunque esonerati dai lavori, l'unica cosa che possiamo fare e` ringraziarli continuamente per tutto quello che ci preparano e regalargli un nostro sorriso per incominciare bene la giornata. Se appena vi svegliate non siete capaci di sorridere, non preoccupatevi, l'acqua fredda o l'acqua calda sul vostro viso circondato da un aria frizzante, vi aiuteranno a prendere veloci contatto col mondo che vi circonda. A questo punto sentire loro così attenti e cordiali ti scalda il cuore e vederli così attivi ti carica, ti trasmette un po' della loro grande forza...condividiamo...ma teniamo per noi il mal di schiena dovuto al fatto che abbiamo dormito su dure doghe di un letto di legno, e teniamo per noi anche la paura, lo schifo per i topi che vedi camminare sulle travi di casa appena scende la sera.
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