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VORREI SCRIVERE TUTTO - Iringa (Tanzania), Febbraio 2011

Vorrei scrivere tutto, Vorrei scrivere tutto ciò che succede qui.
Vorrei scrivere tutto ciò che succede qui, ma succedono troppe cose.
Troppe cose, troppo velocemente , troppe
persone, troppe parole. Ma le emozioni quelle no, non sono mai abbastanza. Vorrei scrivere degli eventi che mi travolgono, già la parola esatta , travolta.
Mi sento travolta da tutta questa realtà , abituata a vive
re più nella finzione. La finzione che ogni giorno entra nelle nostre case con la TV , la finzione che ci fa credere che tutto va bene , che finchè noi stiamo bene , va bene così. La finzione, perché siamo convinti di poter scegliere , mentre in realtà c'è qualcuno che ha già scelto per noi. Nella realtà non è così facile scegliere. Oggi camminando per la strada non ho scelto di essere osservata , non ho scelto di vedere la povertà , mentre io con il mio ipod nuovo leggevo tutto su uno sfondo musicale. Vite Parallele ascoltavo , e le note e le parole di Battiato scorrevano dentro di me , ma non riuscivo ad amalgamarle alla realtà , era un pò come buttare dell'olio nell'acqua , e per quanto cercassi di farne una cosa sola , l'olio tornava sempre in superficie ed io non riuscivo ad essere nella realtà e finzione assieme. Vorrei scrivere di Luca e Silvia che hanno fatto una scelta importante scegliendo di vivere nella realtà. Vorrei scrivere di Arnaldo , che forse anche lui sta confondendo realtà e finzione e non sa più da che parte stare. Vorrei scrivere di Maicol e Rama , i due bambini accolti nella casa della Papa Giovanni XXIII , troppo piccoli per rendersi conto che , in realtà , non dovrebbero legarsi così tanto ai Marina e Bepp
e , perché forse il loro futuro non sarà sempre così sereno. Vorrei scrivere di chi , in Africa , ha trovato l'America , come Fujo e Bruno.
Vorrei scrivere di tutte le persone che incontro per strada , del guardiano fuori casa che ogni notte mi sveglia mentre passeggia , vorrei parlare dei cani randagi e dei ragazzi di strada , entrambi abbandonati a se stessi.
Vorrei scrivere di Isimila e di ogni pietra archeologica che la circonda , della terra rossa e della polvere che mi fa gonfiare gli occhi , che è fastidiosa , ma mi da la conferma che tutto ciò lo sto vivendo davvero.
Quante cose vorrei scrivere…Vorrei fermare tutto su questa carta troppo leggera per colorare , eppure è un quaderno per bambini , di sole quaranta pagine. La realtà è che non posso scrivere tutto, perché nella realtà ho altre cose da fare. Nella r
ealtà ci sono troppe situazioni , situazioni reali che non avevo visto prima. La realtà mi fa paura , ma non quanto la finzione , non quanto le persone che scelgono di vivere in essa. Io oggi ho fatto una scelta , di abbandonarmi a questa realtà per avere la possibilità di capire e scegliere da che parte stare. Ognuno dovrebbe poter togliere il velo dagli occhi e accorgersi che la finzione , altro non è che un modo per isolarsi e non voler pensare a ciò che accade attorno . Ognuno dovrebbe poter scegliere , non continuando a vivere parallele ma scegliendo di intrecciare le nostre strade creando qualcosa di più forte , solido ,
ed inequivocabilmente reale.
Martina Iringa 17 Febbraio 2011