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Natale in un altro continente

Articolo di Claudia, volontaria in servizio civile in Tanzania

Sta arrivando il Natale
e tutto il mondo, o quasi, si prepara ai festeggiamenti, che significa cene con i parenti, tavolate, regali sotto l’albero e la gioia di potersi ritrovare insieme con le persone più care per condividere un istante.

Non per tutti il Natale significa questo: per molti è un momento di raccolta, di riflessione, un giorno in cui si va in Chiesa e ci si ritrova in quello stesso luogo con i vicini di casa, con le altre persone della comunità.

Qua a Iringa, per esempio, non ci sono alberi o lucine che ti ricordano che quel giorno che tanti attendono impazientemente sta arrivando, vince la semplicità della preghiera e del ringraziamento per ciò che ogni giorno si ha la possibilità di avere, o la speranza di poter raggiungere quel piccolo obiettivo in più per il nuovo anno che ci aspetta.

Questo Natale non sarò a casa con la mia famiglia intorno ad un tavolo, ma rimarrò qui in Tanzania. È il secondo Natale che passo lontana da casa e ciò che mi mancherà di più non saranno le luci della città o i mercatini, soprattutto non mi mancherà il freddo terribile di questo periodo dell’anno in Italia. Quello che più mi mancherà, invece, sono gli abbracci e i sorrisi che ci si scambia (anche se il covid ci ha tolto pure questo), la convivialità di una giornata in cui forse, davvero, tutti proviamo ad essere un po’ più buoni, o almeno a passarlo con la serenità nel cuore. D’altro canto, però, sono felice di essere qui a vivere questa esperienza. E se il prezzo è rinunciare ad un Natale in famiglia va bene così. Poter vivere quello che sto vivendo ogni giorno, conoscere e partecipare alle realtà di vita di molti bambini e di famiglie che fanno parte dei nostri progetti mi ripaga in momenti nostalgici come questo. In questo prossimo anno in arrivo, con la me che apre lentamente le porte del 2022 verso nuovi orizzonti ancora sconosciuti, ci sono pochi ma importanti propositi che vorrei tenere a mente: nella ricerca di cosa mi riserverà il futuro il mio proposito principale è di portare sempre insieme a me ciò che il servizio civile mi ha dato l’opportunità di vedere, scoprire e conoscere. Anche se non potrò riabbracciare la mia famiglia e i miei amici ancora per qualche mese, sto condividendo i miei giorni qui con tante persone diverse e sto crescendo insieme e grazie a loro. Ascolto racconti, vivo istanti e colleziono memorie che conserverò come un grande bagaglio da tenere anche quando sarò di ritorno. Un grande dono che forse è il migliore che mai potessi aspettarmi a Natale, il dono delle storie quotidiane di persone che conducono vite completamente diverse e opposte dalla tua

Un giorno, parlando con una operatrice le chiesi cosa avrebbe fatto a Natale, e senza troppi giri mi disse che semplicemente lei avrebbe riposato e sarebbe rimasta a casa con i propri figli. Non è forse questo il bello di Natale? La condivisione pura e semplice di un momento di riposo.E anche se la lontananza si sente allora, mi sento un po’ più fortunata a pensare che essere qui può voler dire avere l’opportunità di allungare una mano ad un bambino e ascoltare la voce di una mamma che ci mette tutto il suo impegno perché suo figlio possa migliorare. Ed è l’augurio più grande che ci si possa fare per Natale, che chi è alla ricerca di un po’ di felicità possa trovarla almeno in parte nell’amore da condividere con le persone intorno.

E io amo ciò che sto facendo ora, in questo luogo e in questo tempo. 

Claudia Maltrotto, volontaria in Servizio Civile Universale ad Iringa


È stato pubblicato il 14 dicembre il Bando 2021 per la selezione di 56.205 giovani da impegnare nel Servizio Civile Universale. Nell'attuale bando L'Africa Chiama è presente con 4 progetti:1 in Italia e 3 all'estero, in Kenya, Tanzania e Zambia, per un totale di 9 posti destinati ai giovani tra i 18 e 29 anni d'età.Per saperne di più, clicca qui.

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